top of page
ChatGPT Image 5 set 2026, 11_08_25.png

Agrate Conturbia: quindici cose che non tutti sanno

Articolo di Fulvio Julita


Chi vive qui non si definisce mai genericamente «di Agrate Conturbia»: ci si dice Agratesi o Conturbiesi, a seconda di quale delle due anime del paese si sente più propria. È il primo segno di un luogo che sotto l'apparenza di piccolo comune piemontese custodisce molte più storie di quante ne lasci intuire a un primo sguardo. Storie di Romani e di re del calcio francese, di golf giocato già nell'Ottocento e di squadre di hockey su prato in un'Italia tutta dedita al pallone. Quindici, per la precisione, raccolte qui per scoprire Agrate Conturbia da angolazioni che raramente vengono raccontate.

1. Due anime, un solo nome dal 1863

Gli storici ritengono che Agrate fosse una stazione romana, forse sede della V legione comandata da Pallante, amico dell'imperatore Caligola. Conturbia avrebbe invece origini più remote, come insediamento su palafitte nelle paludi prealpine. Nel Medioevo ciascuno dei due borghi ebbe il proprio castello e i propri signori feudali, e solo nel 1863 arrivò l'unione amministrativa che diede vita al Comune di Agrate Conturbia. Fu un'unione sulla carta più che nei fatti: il campanilismo bonario che ancora oggi distingue chi si sente più legato all'una o all'altra origine non è un capriccio recente, ma il segno di due storie che convivono da oltre un secolo e mezzo senza essersi mai davvero fuse: una ricchezza culturale, prima ancora che un dettaglio amministrativo.

2. Un campo da calcio a testa: la densità più bassa della zona

A camminare per le strade di Agrate Conturbia si respira uno spazio insolito per la pianura piemontese: cascine isolate, campi che si aprono a perdita d'occhio, case sparse invece che addossate. Non è un'impressione: con circa 1.500 residenti su oltre 14 km², la densità abitativa è poco sopra i 100 abitanti per km², meno della metà della media provinciale, che si aggira sui 270. In pratica ogni abitante avrebbe teoricamente a disposizione quasi un intero campo da calcio tutto per sé. Una densità così bassa è tipica di zone remote, e qui sorprende ancora di più: siamo a pochi chilometri da centri urbani e dal Lago Maggiore, eppure non c'è folla né traffico, solo il silenzio dei boschetti e delle cascine che punteggiano il paesaggio.

3. Il nonno di Michel Platini nacque qui

Michel Platini, leggenda del calcio francese, ha radici conturbiesi che in pochi conoscono: suo nonno paterno, Francesco Platini, nacque proprio ad Agrate Conturbia ed emigrò in Francia dopo la Prima guerra mondiale. Il legame con il paese non si è mai spezzato: da adulto, Michel è tornato più volte in zona a trovare i parenti, in particolare la cugina residente a Conturbia, mancata nel 2014. Ogni volta che passava dall'Italia non mancava di farle visita, anche per un motivo goloso: «Il risotto di mia cugina è imbattibile, vale assolutamente una visita!», confidava scherzosamente. Tra un pranzo in famiglia e un saluto affettuoso, anche un campione europeo ha tenuto vivo nel cuore un angolo del Novarese.

4. Un campo da golf ottocentesco, prima di tutti in Piemonte

L'attuale Golf Club Castelconturbia, percorso a 27 buche immerso nel verde, ha un predecessore che in molti ignorano. Già nel 1898 a Conturbia esisteva un campo da golf: era l'unico in Piemonte e uno dei soli due in tutta Italia. Quel pionieristico tracciato a 9 buche nacque per iniziativa di nobili locali appassionati dello sport e divenne presto un ritrovo d'élite. Si dice che persino i Savoia, durante le loro cacce in zona, vi giocassero qualche partita. Rimase attivo, con alterne vicende, fino agli anni '60 del Novecento, poi cadde nell'oblio. La passione golfistica locale però non è mai morta davvero: nel 1984 il percorso è rinato nell'attuale Golf Club Castelconturbia, ampliato a 27 buche e oggi tra i migliori d'Italia. Il campo ha già ospitato due volte l'Open d'Italia, nel 1991 e nel 1998, e il record del percorso, 66 colpi, porta ancora le firme di José María Olazábal e Costantino Rocca: un modo concreto di chiudere il cerchio con quei nobili ottocenteschi che, per primi in Piemonte, inventarono questo sport.

5. Non uno zoo, ma un'arca: il Parco Faunistico La Torbiera

Chi si aspetta uno zoo tradizionale al Parco Faunistico «La Torbiera» resta sorpreso. Il parco è nato nel 1977 attorno a un'antica torbiera, una palude ormai rara in questo paesaggio pianeggiante, con uno scopo preciso: preservare e studiare specie animali a rischio di estinzione, non intrattenere i visitatori. Su circa 40 ettari vivono oggi oltre 400 animali di 130 specie diverse, tra cui grandi felini come il leopardo dell'Amur, piccoli panda rossi e gru, protagonisti di programmi di riproduzione e reintroduzione in natura. Portare i bambini a vedere da vicino un leopardo dell'Amur o un panda rosso, qui, significa anche spiegare loro perché quegli animali rischiano di scomparire, e cosa si sta facendo per evitarlo.

6. Quando c'era la squadra di hockey su prato

Negli anni Settanta questo piccolo paese formò una propria squadra di hockey su prato, la A.S. Agratese, e la schierò nei campionati nazionali: un caso più unico che raro per un centro rurale, in un'Italia sportiva dominata dal calcio. I ragazzi di Agrate, armati di bastoni ricurvi, si allenavano su un campo in erba sfidando avversari di realtà ben più grandi. Le partite si giocavano in aperta campagna, proprio nell'area dove oggi sorge Villa Selva. La passione era tale che alcuni giocatori locali si distinsero a livello nazionale: Franco Curti, partito dall'Agratese, arrivò fino a club di alto livello. Per qualche anno la squadra fu l'orgoglio sportivo del paese, e i veterani del luogo ricordano ancora con un sorriso quelle partite pionieristiche.

7. Il battistero di San Giovanni: pietra e penombra

Accanto alla parrocchiale di San Vittore sorge un piccolo edificio in pietra che pochi notano: il battistero di San Giovanni Battista, il monumento più antico del paese. La parte inferiore, ottagonale, poggia su resti di un edificio romano e risale al 930; quella superiore, decorata da archetti lombardi, arriva al XII secolo. Dentro, la vasca battesimale a immersione custodisce secoli di battesimi, e tracce sbiadite di affreschi quattrocenteschi popolano ancora le pareti. È un ambiente raccolto, dove la penombra fa il suo lavoro silenzioso: come scrisse Remo Julita, sindaco e studioso locale, «una reliquia di pietra che ha attraversato i secoli, testimone silenzioso della fede e della storia di Agrate». Pur usato raramente, resta un luogo dove la spiritualità si percepisce ancora prima di essere spiegata.

8. Il torrente Meja: la valle dei gamberi

Al confine tra Agrate Conturbia, Gattico-Veruno e Bogogno scorre da secoli il torrente Meja, un piccolo corso d'acqua legato a doppio filo alla vita dei campi. I contadini lo chiamavano «val di gambri», la valle dei gamberi, per l'abbondanza di gamberi di fiume che popolavano le sue acque; canali derivati, i cosiddetti rujon, ne sfruttavano la forza per far girare i mulini e irrigare i prati. Oggi il Meja attraversa un paesaggio rurale idilliaco, tra pioppeti e canneti dove trovano rifugio anatre selvatiche, rane e libellule, e resta una presenza discreta ma fondamentale: racconta, meglio di molte parole, la simbiosi antica tra questa terra e la sua acqua.

9. La Preja d'Argoi: un masso arrivato dai ghiacciai

In una radura del Bosco Solivo giace un masso piatto di quindici metri, chiamato Preja d'Argoi, «pietra grande» in dialetto, nota anche come Preja Guzza. È un masso erratico, arrivato da lontano: lo hanno trascinato fin qui i ghiacciai preistorici, ed è fatto di una roccia serpentinica verde scuro che non appartiene a queste colline. Attorno a una simile anomalia geologica non potevano non nascere leggende: in passato la pietra era legata a riti di fertilità, e le coppie che desideravano un figlio vi compivano gesti propiziatori. Ancora oggi c'è chi, arrivando fin qui nel silenzio del bosco, giura di sentire qualcosa di diverso nell'aria.

10. Dal castello al parco giochi

Delle mura del castello medievale di Agrate resta poco, ma quel poco basta a raccontare una storia di potere e signorie: sulle pietre superstiti si legge ancora lo stemma dei Conti di Castello, i feudatari che governarono il paese attorno all'anno Mille. Distrutto in parte nel 1400 e trasformato più volte nei secoli, il maniero passò per breve tempo ai Visconti di Milano e poi ai Borromeo, che lo tennero fino al Settecento. Dell'antica corte sopravvive oggi un angolo riqualificato a verde pubblico, chiuso dalle vecchie mura, dove giocano i bambini. Dove un tempo risuonavano armi e armature, ora si sentono le risa dei più piccoli: un contrasto che dice, meglio di ogni descrizione, come il tempo trasformi i luoghi senza cancellarne la memoria.

11. Un brindisi ufficiale: Agrate Città del Vino

Nel 2024 Agrate Conturbia è entrata a far parte dell'Associazione Nazionale Città del Vino, un riconoscimento che qui ha radici solide: le sue colline ospitano vigneti pregiati nella DOC Colline Novaresi, dove crescono vitigni autoctoni come il Nebbiolo, qui chiamato Spanna, la Vespolina, l'Uva Rara e la Croatina. Il titolo apre opportunità concrete di promozione verso un pubblico di enoturisti sempre più curioso, oltre alla possibilità di collaborare a eventi per la tutela del paesaggio vitivinicolo. Lo stesso anno, l'Alto Piemonte è stato nominato Territorio europeo del vino, portando ulteriore visibilità ai vini locali. Tra degustazioni in vigna future e un paesaggio collinare da proteggere, il calice diventa un altro modo, oltre alla tavola, per conoscere davvero questo angolo di Piemonte.

12. Due feste, due anime: San Vittore e il Conturbia Festival

Il calendario di Agrate Conturbia si accende due volte l'anno, con umori opposti. Ad agosto, la terza domenica del mese, il paese celebra San Vittore, il suo patrono: cene tipiche, danze popolari, lotterie, il ritmo lento e familiare delle feste di paese. A fine luglio, invece, tocca al Conturbia Festival: concerti all'aperto, street food, giovani e famiglie che si ritrovano a brindare sotto le stelle. Sono due modi diversi di stare insieme, uno che guarda alla tradizione e uno allo spirito più libero dell'estate, ma entrambi raccontano la stessa cosa: qui la comunità trova ancora occasioni vere per ritrovarsi.

13. Una processione che unisce due paesi da secoli

Nascosta nel verde al confine comunale, la chiesetta di Santa Maria in Valle risale al 1100 e conserva ancora, tra le pietre a spina di pesce, frammenti di affreschi cinquecenteschi. Ma il suo valore più vivo non è nella pietra: ogni estate, i fedeli di Agrate Conturbia e del vicino Bogogno si ritrovano qui per una processione che converge da entrambi i paesi, fino a una messa solenne celebrata all'aperto. Il rito si rinnova di generazione in generazione, e in un'epoca in cui i confini comunali contano sempre meno, continua a tenere insieme due comunità con un gesto antico quanto la chiesa stessa.

14. San Giorgio: la finestra a croce che pochi notano

A Conturbia, prima ancora dell'anno Mille, sorgeva già la chiesa di San Giorgio, consacrata poi tra il 1122 e il 1148 dal vescovo novarese Litifredo. La facciata originale in pietra ha attraversato i secoli quasi intatta, e con essa un dettaglio raro: una finestra a forma di croce, incorniciata da un portale ad arco che pochi edifici romanici del Novarese possono vantare. Circondata dagli alberi, ancora oggi utilizzata per occasionali celebrazioni, San Giorgio resta uno degli esempi più preziosi e meno conosciuti di architettura romanica rurale della zona.

15. Un patrimonio da vivere piano

Boschi di querce e castagni, colline di vigneti, sentieri dove scoiattoli e caprioli si muovono indisturbati: a soli 50 chilometri da Milano, Agrate Conturbia conserva un paesaggio che altrove è già scomparso. È il terreno ideale per il turismo slow, quello che si fa a piedi o in bicicletta, magari lungo la Riserva del Bosco Solivo fino alla Preja d'Argoi, o semplicemente fermandosi all'ombra di una quercia secolare con un libro e i prodotti del posto. Quindici curiosità non bastano a raccontare del tutto un luogo così: restano da scoprire con calma, un passo alla volta, proprio come si vive qui.

CONTINUA A SCOPRIRE IL TERRITORIO

 

I sapori del territorio

Il Lago d'Orta, a passo lento

Una giornata sul Lago Maggiore

Vedi tutte le esperienze consigliate da Villa Selva

  • alt.text.label.Instagram

VILLA SELVA
Locazione turistica
Via Selva, 6
28010 Agrate Conturbia (Novara)
Piemonte · Italia

CIN IT003001C2GIGGJQD3
CIR 00300100072
CF JLTFLV69C12F952R

Privacy e Cookie Policy
Foto di Umberto Corni

bottom of page