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Lago-d'Orta

Un giorno di silenzio sul Lago d'Orta

Articolo di Fulvio Julita

 

C'è un sentiero, sull'Isola di San Giulio, che si può percorrere in due direzioni: in un senso si chiama Via del Silenzio, nell'altro Via della Meditazione. Bastano quei due nomi a dire cosa chiede il Lago d'Orta a chi lo visita: non un itinerario da seguire con il cronometro, ma una giornata da lasciare respirare.

Ai nostri ospiti che cercano un'esperienza più intima e romantica consigliamo questo lago piccolo, raccolto attorno a un'unica isola, da vivere piano invece che tutto in una volta.

 

VERSO ORTA, CON UNA SOSTA PER GLI OCCHI

Da Agrate Conturbia la strada passa vicino a Gozzano e al suo lido, uno dei più conosciuti del lago: lo teniamo a mente per il rientro, per chi vuole chiudere la giornata vicino all'acqua.

 

ORTA SAN GIULIO: IL BORGO CHE RALLENTA I PENSIERI

Il cuore della giornata è Orta San Giulio. Lasciata l'auto fuori dal centro, si arriva a piedi fino a Piazza Motta, il salotto del paese: portici, caffè e la prima vista sull'isola. Nei vicoli si incontrano palazzi barocchi, balconi in ferro battuto e la curiosa Casa dei Nani, chiamata così per le sue piccolissime finestre al piano superiore.

 

L'ISOLA DI SAN GIULIO

Dalla piazza partono le barche per l'isola. La traversata dura pochi minuti, ma basta a cambiare atmosfera. Lungo l'unico sentiero che ne fa il giro si cammina sulla Via del Silenzio. Al centro, la Basilica di San Giulio, di origine romanica, custodisce le spoglie del santo; accanto, un'abbazia benedettina di clausura mantiene ancora oggi il silenzio della sua regola.

 

IL SACRO MONTE: VENTI CAPPELLE NEL BOSCO

Tornati a Orta, la salita al Sacro Monte è breve ma vale ogni passo. Il complesso, patrimonio UNESCO insieme agli altri Sacri Monti di Piemonte e Lombardia, raccoglie venti cappelle affrescate dedicate alla vita di san Francesco d'Assisi. Tra una cappella e l'altra si aprono scorci sul lago e sull'isola.

 

OMEGNA, LA CITTÀ DI RODARI

Da Orta conviene proseguire verso nord fino a Omegna, città natale di Gianni Rodari. A lui sono dedicati il Parco della Fantasia e il Museo Rodari, con un percorso multimediale per grandi e piccoli.

Qui nasce anche la Nigoglia, il torrente che dal lago scorre verso nord. Il detto «La Nigoeuja la va in su; e la legg la fèm nu» lega il fiume ribelle alla fantasia di Rodari, che ambientò sull'Isola di San Giulio il romanzo C'era due volte il barone Lamberto.

 

IL BELVEDERE DELLA MADONNA DEL SASSO

Una deviazione porta al Santuario della Madonna del Sasso, sopra Boleto, chiamato “il balcone del Cusio”. Dallo spiazzo davanti alla chiesa la vista abbraccia il lago e, nelle giornate limpide, le Alpi.

 

PELLA, L'ULTIMO SGUARDO SUL LAGO

Scendendo verso la riva si arriva a Pella: un porticciolo tranquillo, case affacciate sull'acqua e l'isola osservata da una prospettiva diversa. Da qui si rientra a Villa Selva passando per Gozzano.

 

L'ITINERARIO IN BREVE

 

8:30 partenza da Villa Selva

9:15 Orta San Giulio

10:30 Isola di San Giulio

13:30 Sacro Monte

15:00 Omegna

16:45 Madonna del Sasso

17:45 Pella

18:15 rientro.

 

 

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Foto di Umberto Corni

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